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Il Progetto:
Lettera 22

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Lettera22
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01.

Lettera22

Il progetto

Progettata da Giuseppe Beccio e disegnata da Marcello Nizzoli, questo modello sostituisce la MP1, ma con molte innovazioni.

Il progetto

Slide 01. Il progetto Lettera22 01. Il Progetto Progettata da Giuseppe Beccio e disegnata
da Marcello Nizzoli, questo modello sostituisce
la MP1, ma con molte innovazioni.
Chiudi Giuseppe Beccio

Giuseppe Beccio

Nato ad Alfiano Natta (AL) nel 1907, si laurea in ingegneria industriale presso il Politecnico di Torino nel 1930. Inizia la sua attività di tecnico presso la FIAT Grandi Motori ed entra in Olivetti nel 1932. Nel 1936 partecipa al progetto della prima telescrivente Olivetti, la T1, presentata al Salone della Meccanica di Torino nel 1938. Successivamente collabora nel reparto Prove ed Esperienze e dirige gli Uffici Progetti e Studi. Tra i suoi lavori più importanti ci sono la progettazione delle macchine per scrivere Lexikon 80 (1948) e Lettera 22 (1950, vincitrice del premio Compasso d’Oro nel 1954), entrambe esposte al MoMA di New York. Muore a Torino nel 1957.

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Marcello Nizzoli

Nato a San Rocco di Boretto (Reggio Emilia) nel 1887, nel triennio 1910-1913 frequenta l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma, dove studia architettura e decorazione. Dagli anni Venti si dedica all'arte applicata, disegnando decorazioni per edifici, mosaici, arazzi, stoffe. Esegue anche bozzetti per scenografie e intraprende un'attività nei campi dell'architettura, del disegno industriale, dei manifesti e cartelloni pubblicitari. La collaborazione con Olivetti inizia nel 1938, quando viene assunto direttamente da Adriano per lavorare nell’ufficio pubblicità, poi diretto da Leonardo Sinisgalli: si occupa così del design delle macchine per scrivere Lexikon 80 (1948) e Lettera 22 (1950, vincitrice del premio Compasso d’Oro nel 1954), entrambe esposte al MoMA di New York, e delle macchine da calcolo Divisumma 14 (1948), Divisumma 24 (1956) e Tetractys (1956), per cui realizza anche alcuni dei più famosi manifesti pubblicitari della Olivetti. Lavora inoltre ai progetti delle case a schiera per dipendenti del quartiere Canton Vesco (1954) e della “casa a 18 alloggi” del quartiere Castellamonte (1954-55) a Ivrea; collabora inoltre alla realizzazione delle case per dipendenti a Pozzuoli (anni ’50), nonché ai progetti del palazzo per uffici in via Clerici a Milano (1954) e del Palazzo Uffici di Ivrea (tra il 1960 e il 1963). Nel 1966 riceve dal Politecnico di Milano una laurea ad honorem in architettura. Muore a Camogli nel 1969.

La tastiera è incorporata nella carrozzeria,
così come il rullo, di cui sporge solo la manopola; anche l’ingombro della leva dell’interlinea
è minimo, per soddisfare nel modo migliore
le esigenze di trasportabilità e di limitato ingombro.

Tastiera incorporata nella carrozzeria
Schizzo di Marcello Nizzoli per la Lettera 22
Tastiera incorporata nella carrozzeria Schizzo di Marcello Nizzoli per la Lettera 22

La macchina, che misura
8,3 x 29,8 x 32,4 cm, dà subito un’impressione di leggerezza
e agilità, anche se il peso,
dovendo garantire robustezza
e qualità delle prestazioni,
non è indifferente (3,7 Kg).

Una valigetta con maniglia
agevola il trasporto.

Le prestazioni sono ottime, grazie alla precisione
dei martelletti di stampa e ai cinematici studiati
in modo tale da rendere più leggera e agile
la pressione sui tasti.

La tastiera presenta alcune limitazioni, dovute
alla necessità di contenere le dimensioni
(ad esempio, non è presente il tasto col numero 1
che si ottiene utilizzando la lettera elle minuscola),
ma la macchina offre alcune funzioni (es. cambio
automatico di direzione del movimento del nastro
inchiostrato quando questo giunge alla fine; tasto
di ritorno; tasto di tabulazione; possibilità
di scrittura in rosso o nero o anche senza inchiostro
per preparare matrici per la stampa a ciclostile,
ecc.) che non fanno rimpiangere le ben più
ingombranti macchine professionali

Prestazioni della tastiera
La lettura 22 nella versione con carrozzeria di colore rosa
02.

Le Origini del Nome

Contravvenendo alla prassi di privilegiare l'allofonia, per la nuova macchina per scrivere destinata a sostituire la storica Portatile Fortini adottò un nome italiano, mutuato dal lessico comune e del tutto trasparente: nacque così la Lettera 22 (1950), la cui forza propulsiva fu tale da imporla su tutti i mercati. Si trattava d'altra parte di una macchina progettata per entrare nelle abitudini degli italiani e un nome troppo ricercato ne avrebbe alterato l'identità.

Tratto da «E. Papa: Olivetti dalla macchina al logos»

Lettera22
Lettera22
Lettera22

Slide 02. Le Origini del nome
02. Le Origini del Nome Contravvenendo alla prassi di privilegiare l'allofonia, per la nuova
macchina per scrivere destinata a sostituire la storica Portatile Fortini
adottò un nome italiano, mutuato dal lessico comune e del tutto
trasparente: nacque così la Lettera 22 (1950), la cui forza propulsiva
fu tale da imporla su tutti i mercati. Si trattava d'altra parte di una
macchina progettata per entrare nelle abitudini degli italiani
e un nome troppo ricercato ne avrebbe alterato l'identità.
Tratto da «E. Papa: Olivetti dalla macchina al logos»

"Lettera 22, una
macchina per scrivere
nelle nostre case"

"Il suo posto è nella vita
quotidiana, in famiglia
e in viaggio; necessaria
al professioni-sta e allo
studente, alla signora
e al commerciante;
universale come il telefono,
la radio, l'orologio."

Vicina alla tipologia dei nomi parlanti (Portatile,
Studio), anche la denominazione Lettera è orientata
alla funzione d'utilizzo, come sottolineavano gli
annunci dell'epoca:

(1950)

"Olivetti Lettera 22 [...]
reca nel nome, con la
qualità della sua origine,
la sua destinazione."

(1952)

Siamo però di fronte anche a un nome evocativo:
sotterraneamente continua a lavorare l'idea che aveva
ispirato la scelta di Lexikon, "il nome dei dizionari, dove
si raccolgono tutte le parole che la macchina per scrivere,
in potenza, conteiene".


Manifesto pubblicitario per la Lettera 22, Giovanni Pintori

Manifesto pubblicitario per la Lettera 22, Giovanni Pintori

Anche la Lettera 22 contiene tutte le lettere
dell'alfabeto necessarie per comporre tutte
le parole di una lingua; inoltre la valenza polisemica
del sostantivo consente di dar vita ai messaggi
pubblicitari accattivanti e variati:

"Con le vocali e le consonanti
si fanno le parole, con
le parole si fanno i pensieri,
coi pensieri si pensano
le lettere con la Lettera22
si scrivono."

(1958)

"Lettere di famiglia, lettere
di presentazione, lettere
d'affari, lettere d'auguri,
lettere di vendita, lettere
riservate, lettere d'amore,
lettere circolari, lettere di congedo, letteredi ringraziamento...in tutte
lettere, in belle lettere, tutte
con la Olivetti Lettera 22."

All'estero la nuova portatile assunse nomi diversi:
l'Hispano-Olivetti adottò Pluma 22, a sua volta voce
polisemica, con valore di 'piuma' e di 'penna', e doppio
rimando alla leggerezza e alla scrittura, mentre nel Regno
Unito la Lettera 22 divenne semplicemente Scribe,
'scriba' (con allusione alla macchina servizievole)
ma anche 'scrittore'.

(1958)

Slide 03. La macchina: Lettera22 03. La Macchina Il successo è immediato e nel corso degli anni '50 coinvolge sempre
più numerose categorie di utenti anche al di fuori degli uffici.
Illustri scrittori e giornalisti, tra cui Montanelli e Biagi, faranno della
Lettera 22 un inseparabile compagno di viaggio, a cui non rinunceranno
neppure con l'arrivo della scrittura elettronica.
03.

Lettera22

La macchina

Il successo è immediato e nel corso degli anni '50 coinvolge sempre più numerose categorie di utenti anche al di fuori degli uffici. Illustri scrittori e giornalisti, tra cui Montanelli e Biagi, faranno della Lettera 22 un inseparabile compagno di viaggio, a cui non rinunceranno neppure con l'arrivo della scrittura elettronica.

Il progetto

Entrata nelle collezioni permanenti del MoMA - Museum of Modern Art
di New York e premiata con il Compasso d'Oro nel 1954, la Lettera 22
viene scelta (1959) dall'Illinois Technology Institute come il miglior
prodotto in termini di design degli ultimi 100 anni


il Premio Compasso d'Oro alla Lettera 22

Le vendite della Lettera 22 sono
sostenute da un prezzo conveniente
(42.000 lire, negli anni '50 pari
all'incirca a una mensilità di paga
operaia) e da vivaci campagne
pubblicitarie.

La Lettera 22 diviene, insieme
a prodotti come la Vespa della Piaggio
(uscita nel 1946) e alle Fiat 600 (1955)
e 500 (1957), uno dei simboli dell'Italia
che cambia e che si modernizza.

La Lettera 22 è stata prodotta in diversi colori:

Prima serie (tasti tondi):
beige, beige goffrato, azzurro, verde, rosa

Seconda serie (tasti quadrati):
azzurro, gialloverde, rosa

Stabilimento di Agliè (TO), dove veniva prodotta la Lettera 22

Slide 04. I luoghi della produzione 04. I luoghi
della produzione
La produzione, inizialmente localizzata nello stabilimento di Aglié
(inaugurazione luglio 1955), non lontano da Ivrea, viene in seguito
portata anche nelle fabbriche della Hispano Olivetti e della British
Olivetti (probabilmente anche Messico e Brasile dopo gli anni '60.
In alcune macchine sul retro c'è la targetta Made in ...).

Slide Rimasta sul mercato fino alla metà degli anni '60, raggiunge
un massimo di produzione annua di oltre
2000 unità

Slide 2.000.000 unità Dal 1950 fino alla metà degli anni '60, sono stati prodotte in totale circa
(probabilmente non considerati i numeri di produzione del Sud
America).
(probabilmente non considerati i numeri di produzione del Sud America). La Lettera 22 era
commercializzata con diversi
nomi a seconda dei paesi:
Stati Uniti:
Chieftain, Sears Courier, Tower
Inghilterra:
Scribe
Spagna:
Pluma22

Slide 05. La pubblicità 05. La pubblicità Negli anni '50 l'Olivetti dedica una particolare attenzione
alle campagne pubblicitarie per la Lettera 22. Il nuovo modello
di portatile, rivoluzionario, leggero e solido, con una forma appiattita
fino ad allora sconosciuta, è destinato al mercato di massa.
L'Olivetti vuol farne uno strumento della vita quotidiana di tutti.

Slide E allora la pubblicità deve sensibilizzare i potenziali
clienti, mettere in rilievo il valore culturale dell'oggetto,
un dono intelligente che fa felice il destinatario
e qualifica il donatore, uno strumento utile, facile
da usare, da portare con sé dovunque si vada.


Le immagini sono fortemente centrate sulla figura
del prodotto, ma spesso sono accompagnate
da un testo (es. "leggera come una sillaba, completa
come una frase") che accentua alcune connotazioni
della macchina.

I manifesti sono firmati da grandi maestri della grafica pubblicitaria:
Nizzoli, Pintori, Savignac e alla stesura dei testi collaborano intellettuali
e scrittori come Franco Fortini e Giovanni Giudici.

Spesso le festività natalizie diventano l’occasione per campagne
che propongono la Lettera 22 come un dono ideale.
Giovanni Pintori disegna locandine dove vi sono lettere che
ammonticchiate su una carriola formano un albero di Natale;
sagome di Lettera 22 accompagnate da mazzi di fiori per creare
il senso del dono…

Anche la scuola è un tema ricorrente: la Lettera 22 viene proposta come
strumento prezioso per lo studente, un dono che serve come incentivo
o come premio per i risultati ottenuti.