De Lucchi a mano libera: disegni senza computer

dal 13 novembre al 19 dicembre 1999

Villetta Casana, Ivrea

Sono molteplici i motivi che caratterizzano questa mostra come un evento di grande rilevo. Michele De Lucchi è uno dei più prestigiosi designer italiani, noto a livello internazionale e questa iniziativa permette di presentare per la prima volta un aspetto particolare e assolutamente inedito della sua opera. L’esposizione presenta infatti 160 disegni a mano libera di De Lucchi e consente di approfondire il dibattito sempre aperto tra il mondo della progettazione a computer e quello tradizionale del disegno a matita. Ripercorrendo il percorso progettuale dell’Autore ed esaltando la tecnica dei disegno a mano libera, la mostra organizzata dall’Archivio Storico Olivetti non intende tuttavia porsi a favore dell’una o dell’altra strada. Piuttosto sembra voler cogliere le inevitabili differenze e funzionalità tra gli strumenti espressivi forniti dalla tecnologia informatica e quelli naturalmente a disposizione dell’uomo.

La mostra sui disegni di Michele De Lucchi si articola in cinque sale:

  • Il disegno come fonte di ispirazione” sottolinea la capacità del disegno di stimolare la nascita di idee e l’invenzione di nuovi oggetti. Disegnare è un’attività solitaria e molto personale, che permette di portare alla luce immagini sedimentate nella memoria e di verificare la fattibilità di un progetto.
  • Il disegno come mezzo per comunicare” presenta il disegno come uno straordinario mezzo di comunicazione, poiché permette di sintetizzare pensieri e ragionamenti in pochi tratti. Dall’immediatezza tra pensiero ed esecuzione, senza l’intervento della mente, emerge il valore dello schizzo come strumento per annotare – in modo schematico e diretto – pensieri, idee, impressioni.
  • Il disegno come stimolatole di creatività” affronta il tema del disegno come una vera e propria attività liberatoria, poiché attraverso l’uso del colore, stimola lo sviluppo dell’immaginazione e della fantasia, permettendo all’esecutore, ma anche all’osservatore, di liberare la mente e di superare qualsiasi rigidità o vincolo spazio-temporale.
  • Il disegno come atto progettuale” illustra come il disegno assuma la duplice valenza di atto creativo e di descrizione tecnica. Oltre all’oggettività del disegno tecnico, la definizione di un progetto si carica anche delle scelte individuali, delle sensazioni e delle emozioni del progettista, ovvero di un processo intimamente creativo.
  • Il disegno come momento contemplativo” è un percorso che mette in luce come il disegno, attraverso diverse tecniche espressive, molteplici materiali, colori e formati, possa rappresentare la vita dell’Autore stesso. Il modificarsi nel tempo dei linguaggi e delle modalità espressive testimonia un’intensa attività di contemplazione della realtà e uno sforzo costante di sintesi e di rappresentazione sulla carta dei momenti di vita impressi nella memoria del disegnatore.

I cinque percorsi proposti all’interno della mostra permettono di rilevare come il disegno non sia esclusivamente il risultato di una tecnica acquisita o di un fattore estetico, ma sia soprattutto un’attività di ricerca personale, in cui la personalità, la storia e la creatività dell’Autore emergono con forza.
Per Michele De Lucchi, infatti, il disegno “… è un viatico per la creatività e la fantasia, per dare libertà alla mente… E’ un astrarsi dalla realtà non per uscirne, ma per entrarne più profondamente. Frantumare per penetrare. Questa è la formula più ricca del pensiero fatto per diventare rappresentazione“.

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