Folon e l’Olivetti. Manifesti, oggetti, illustrazioni e immagini

da ottobre a novembre 2003

Galleria Kaiser Art – Genova

A Genova c’è un Folon poco noto. Ma essenziale. Il Folon delle origini. C’è il Folon della fine degli anni ’60, quando Jean Michel Folon era in pratica sconosciuto agli esperti e al grande pubblico. Fu Giorgio Soavi a considerare per primo il personaggio e il talento di quel ragazzino belga che studiava architettura e faceva disegnini alla maniera di Steinberg.
Verso la fine degli anni ’60 Folon tentava, senza successo, di proporre le sue composizioni agli editori, soprattutto americani. Editori che, dopo aver esaminato i suoi disegni, li rinviavano all’autore comunicandogli che, pur ritenendolo molto bravo, di quei disegni in realtà “non sapevano che farsene”. Ma la Olivetti e Giorgio Soavi capirono la sua genialità e cercarono subito di impiegarla, inventando addirittura una collana che, di lì a qualche anno, sarebbe diventata un fenomeno editoriale, le famose Agende della Olivetti. Fu commissionata a Folon l’illustrazione della prima della serie, l’Agenda 1969. In seguito, fu inevitabile coinvolgere Folon nelle attività di “immagine” della Olivetti, con la realizzazione di molti manifesti, sia istituzionali che dedicati a famosi prodotti.

E la mostra di Genova presso la Kaiser Art presenta il Folon dell’originale sodalizio che, nel tempo, e per quasi un quarto di secolo, ha visto singolari realizzazioni per la Olivetti. Singolari, ma non di larga diffusione. Erano, queste e altre, pubblicazioni riservate a una cerchia circoscritta e fuori da contesti commerciali, quindi in tirature limitate. Fu la Olivetti a commissionare a Folon le illustrazioni per un famoso e oggi introvabile volume (nella prestigiosa collana dei libri strenna della Olivetti), Cronache Marziane di Ray Bradbury, (1979). Il suo stile inconfondibile esalta la rarefatta atmosfera delle storie marziane dello scrittore.
Vanno aggiunti alcuni eccezionali e poco noti manifesti, oggetti per ufficio, un calendario del 1971, geniale realizzazione grafica. I manifesti si propongono per la loro forza espressiva e per la capacità di catturare l’attenzione dell’osservatore. Sono sei manifesti, alcuni risalenti agli anni ’60, che sono diventati veri classici della pubblicità d’autore.

La mostra, già proposta con successo a Tokyo e Osaka, è stata resa possibile dalla stretta collaborazione della Galleria Kaiser Art di Genova con l’Archivio Storico Olivetti, una vera miniera di cultura di una delle principali imprese del ‘900.

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