Quando Olivetti inventò il PC

26 giugno 2011

History Channel (canale Sky)
La storia sconosciuta dell’invenzione del primo Personal Computer

4 Ottobre 1965 – New York Times, Wall Street Journal, Business Week, New York Herald Tribune titolano a piena pagina: “The first desk top computer of the world”.
Durante la più importante fiera tecnologica mondiale dell’epoca, a New York, l’Olivetti espone i suoi nuovi modelli di calcolatrici meccaniche mentre relega in un angolo seminascosto un nuovo prodotto tanto avveniristico quanto sottovalutato: la Programma 101 (P 101), il primo Personal Computer della storia. E’ un successo clamoroso, lo stand viene preso d’assalto, curiosi e addetti ai lavori formano file interminabili per vedere la nuova rivoluzionaria macchina… Questo evento è il culmine dell’incredibile storia dell’invenzione del primo Personal Computer, un piccolo calcolatore progettato e costruito in semiclandestinità da alcuni pionieri della ricerca in campo informatico che, all’insaputa della loro stessa azienda, tra guerra fredda, spionaggio industriale e geniali intuizioni tecnologiche, realizzarono con la loro invenzione la più grande rivoluzione del XX secolo.

L’affascinante e sconosciuta storia di un’invenzione straordinaria che ha cambiato il mondo, raccontata attraverso le testimonianze dei protagonisti, il parere di esperti internazionali e materiale d’archivio assolutamente inedito nel documentario Quando Olivetti inventò il PC di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto, prodotto dalla Zenit Arti Audiovisive, che andrà in onda domenica 26 giugno 2011 alle 23.00 su History.
Madre dei moderni Personal Computer e antesignana degli attuali Ipad, la Programma 101 è stata la prima scintilla di una rivoluzione che ha trasformato la nostra storia e il nostro modo di vivere, la scoperta tecnologica più rivoluzionaria del secolo scorso.

Fino agli anni ’60 la gente comune non aveva idea di cosa fosse un computer, il concetto stesso di Personal Computer non era ancora stato inventato. I primi computer erano enormi apparati costosissimi, ingombranti e gestiti da pochi tecnici iperspecializzati.
Nel 1962, in un mercato dominato da poche multinazionali statunitensi, la Olivetti, grande produttrice italiana di macchine da scrivere e di calcolatrici, lancia e vince una nuova sfida che imprime un’accelerazione straordinaria al corso della storia del XX secolo: creare una macchina di piccole dimensioni capace di stare su una scrivania e utilizzabile da chiunque ad un costo accessibile.
Nel grande cantiere creativo e utopistico dell’azienda di Adriano Olivetti, l’ingegnere Pier Giorgio Perotto forma una squadra tutta italiana di giovani ricercatori che, in condizioni di semiclandestinità, ribaltano il modo di concepire un computer e ripartono da zero, progettando qualcosa che non era mai stato pensato prima. Dall’impegno e dall’immaginazione di questi pionieri dell’informatica nasce la Programma 101, una macchina che, per la prima volta nella storia, offre la possibilità a chiunque di inserire dati e ottenere da essi dei risultati in modo immensamente più semplice, senza essere un tecnico programmatore: una vera rivoluzione copernicana.
Nel 1964, a causa di una dura crisi finanziaria dell’Olivetti, i nuovi dirigenti accettano di cedere la divisione elettronica a Fiat e a Mediobanca, ignari del suo immenso potenziale. Gli uomini dell’Olivetti, per evitare che il frutto degli sforzi fatti finisca in mano agli americani, nascondono il progetto sotto il cappello della divisione calcolatrici rimasta ad Ivrea e la squadra di Perotto riesce così a portare a termine il suo lavoro.
Nel 1965 la Olivetti presenta la Programma 101 alla fiera di New York, il più importante evento commerciale della storia degli Stati Uniti. Il successo della macchina è straordinario e la stampa americana la definisce subito The first desk top computer of the world. La Hewlett Packard ne compra un centinaio di esemplari e poco tempo dopo lancia un modello di computer identico alla 101. Accusata di violare il brevetto Olivetti, la HP sarà condannata a risarcire 900 mila dollari all’azienda di Ivrea.
La corsa alla digitalizzazione del nostro modo di vivere è definitivamente partita… !

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