Emozioni di luce e colore. Egidio Bonfante

dal 27 ottobre al 17 novembre 2012

Fondazione Achille Marazza – Borgomanero (No)

INAUGURAZIONE
sabato 27 ottobre ore 17.00 presso Fondazione Achille Marazza
con presentazione di Eugenio Pacchioli

alle 18.00 la mostra prosegue presso Galleria Borgo Arte di Borgomanero con rinfresco

 

Zigzag felice.
È questa l’immagine che sempre mi accompagna quando penso a Egidio Bonfante.
Perché Bonfante si è realizzato con un’infinità di realizzazioni.
Schizzando da un dipinto ad un progetto, da un’invenzione ad una istallazione, dal piccolo al grande, dalla creazione al rigore, dal budget al gratuito, dal razionale allo scherzo, dalla disciplina all’irriverenza.
Che fortuna!… si direbbe.
Sì, perché è fortuna poter disporre di un patrimonio di creatività che madre natura a volte elargisce con generosità.
Ma è anche fortuna trovare spazi e contesti dove spendere i propri consistenti talenti.
Come dire che la fortuna a volte ce la mette tutta ma poi, il fortunato, deve sporcarsi le mani e far girare l’intelligenza.
E fu Olivetti!…
Fu Olivetti lo spazio e il contesto ideale per zigzagare felicemente.
In quella fenomenale Bauhaus italiana Bonfante poté esprimersi come di rado capita anche a chi sia dotato di creatività effervescente. Tanti erano gli stimoli, tanti erano i settori dove operare, tanti erano i progetti, tanta era la cultura “prodotta” dalla singolare esperienza industriale olivettiana e tanti erano ovviamente i contatti con le personalità più varie della cultura in senso lato.
Certo, Bonfante nasce pittore ma è l’incontro con Adriano Olivetti, tutto giocato su una reciproca ed interessata curiosità, il vero click che trasforma un’esperienza esistenziale, l’occasione che trasforma l’arte libera in arte applicata, che sposta più in là, e di molto, i confini delle potenzialità creative. E la pittura resta la base, resta come filo rosso che tutto lega, che segna le mille realizzazioni a cui Bonfante è chiamato, non solo per impostare rigorosi e innovativi progetti ma anche per intervenire su di essi in modo diretto con l’esercizio della sua arte, sempre libera però.
La sua “pittura” e la sua sensibilità artistica ci sono infatti nell’anima di quei progetti che si potrebbero meglio identificare come ingegneristici. Progetti di corta durata, quella architettura effimera che aveva promozionali finalità, cioè gli stand e i padiglioni espositivi, vera forza di immagine per la necessaria affermazione dei prodotti Olivetti su tutti i mercati del mondo.
E Bonfante è “pittore” anche in quei progetti meno effimeri, ma di grande impatto, come i negozi, gli showroom, i luoghi di rappresentanza (Pechino, Londra, Caracas, Atene) che richiedevano ambientazioni di alta qualità, dagli arredi alle decorazioni, dalle pitture murali agli allestimenti.
Ovvio poi, che il segno del pittore Bonfante mostrasse tutta la sua felicità espressiva in quei campi che richiedevano forme e colori, la forza dell’invenzione e la capacità di attrazione. Cioè?
Cioè l’editoria, per esempio. Facile immaginare Bonfante, questa volta pittore a tutti gli effetti, nella realizzazione di certe favolose copertine, quelle per esempio di storiche riviste come Urbanistica, Comunità, Notizie Olivetti. E progettare poi storici cataloghi di storiche Mostre d’Arte nella grande stagione espositiva olivettiana.
E la pubblicità? Non sono forse originali per impostazione e per invenzione alcuni manifesti in cui il prodotto viene staccato dal contesto per assumere un ruolo da protagonista? E nella pubblicità Bonfante “usa” tutta la sua inventiva pittorica.
E poi, il Bonfante pittore che vive un invidiabile ed esaltante esperienza, lavorare con i bambini. Lavorare con loro in presa diretta, sporcandosi le mani, nelle colonie Olivetti. Con spettacoli, giochi, laboratori, invenzioni, didattica. Fino a realizzare opere di grande fascino su vaste superfici ricche di figure, formidabili per gli occhi e per le fantasie di migliaia di bambini.
Zigzag felice, sì, ma Egidio Bonfante nell’animo e nella storia è sempre rimasto pittore. Un artista che, come diceva Renzo Zorzi, che ben lo conobbe nei decenni di comune esperienza olivettiana, fu pittore d’impeto e di velocità, dai colori leggeri e preziosi intinti da sempre nelle acque increspate del postimpressionismo veneto, alla De Pisis, con appena qualche graffio e morsura espressionista.
Con Venezia che si fa intrigante ed insistita ispirazione.
L’indubbia magia di Venezia infatti sembra pervadere i soggetti e le forme, l’uso e la gioia del colore, e addirittura le potenzialità delle tecniche, fino a segnare l’intero corpus della sua pittura che viene così indirizzata verso un percorso autonomo che si sviluppa in tratti del tutto originali in una vasta serie di composizioni sorprendenti per effetti e soluzioni.
Chissà, l’immagine di uno zigzagare felice, ammesso che sia un’immagine accettabile, ha forse reso Bonfante un artista originale ma isolato. O, ancor di più, è stata forse la fortuna olivettiana di Bonfante a renderlo originale e isolato.
E felice.
E questo è un sottile pensiero che ci piace molto.

Scarica la locandina dell’evento

Egidio Bonfante nasce a Treviso il 7 luglio 1922. A dieci anni si trasferisce a Novara e poco dopo a Milano dove frequenta l’Accademia di Brera e la Facoltà di architettura del Politecnico. Negli stessi anni, dal 1940 al 1946, comincia a frequentare assiduamente Venezia dove incontra diversi artisti, fra questi Giovanni Comisso, Filippo De Pisis e Juti Ravenna. Nel 1942 è tra i fondatori del mensile di politica, lettere e arti Posizione; qualche anno più tardi codirige i giornali di arte e letteratura Il Ventaglio e Numero. Con Juti Ravenna è autore di Cinquanta disegni di Picasso, 1943 e di Arte Cubista, 1945. Nel 1946 sottoscrive il Manifesto del Realismo e pubblica Considerazioni sulla pittura dei giovani.
L’incontro con Adriano Olivetti, nel 1948, segna una svolta nella sua carriera artistica e professionale: viene incaricato dall’azienda di studiare la nuova veste grafica della rivista Comunità. È l’inizio di una intensa attività nel settore dell’ industrial design: progetta negozi ed esposizioni in varie parti del mondo, oltre a libri e manifesti.
La pittura degli inizi è orientata da matrici post-impressioniste e fauves, spesso accese di espressionismo, per approdare negli anni Cinquanta al figurativo-astratto. Da allora tutta la sua opera è arricchita dalla compresenza di due valori: l’amore per Venezia e le sue architetture e l’astrazione coloristica. I monumenti di Venezia offrono immagine, schema compositivo, partitura e ritmo dell’opera. Il colore è teso in grandi tessere, quasi a comporre un moderno mosaico bizantino. Lo splendore del colore permane anche negli assemblages di tappi corona e nei collages.
Nel 1969 è autore, con lo pseudonimo Jacopo Robusti, di L’amour Peintre dove raccoglie centoventuno epigrammi dedicati a personaggi della cultura e dell’arte italiana.
Nel 1996 Rossana Bossaglia pubblica per Electa il volume monografico Egidio Bonfante. Nel 2003, in occasione della mostra allestita a Ivrea, l’Associazione Archivio Storico Olivetti gli dedica il libro Egidio Bonfante: un pittore alla Olivetti con un saggio di Renzo Zorzi e una lunga intervista di Eugenio Pacchioli all’artista.
Del 1940 è la sua prima personale all’Istituto di Cultura di Novara, successivamente ha esposto in più di sessanta mostre personali e in numerose manifestazioni collettive in Italia e all’estero.
Hanno scritto sul suo lavoro artistico, tra gli altri: Guido Aristarco, Guido Ballo, Riccardo Barletta, Leonardo Borgese, Luigi Carluccio, Raffaele Carrieri, Giovanni Comisso, Beniamino Dal Fabbro, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Gillo Dorfles, Sebastiano Grasso, Raffaele Monti, Carlo L.Ragghianti, Franco Russoli, Pier Carlo Santini, Leonardo Sinisgalli, Enrico Somarè, Marco Valsecchi.
Muore a Milano il 12 febbraio 2004.

Durante tutta la durata dell’esposizione le insegnanti della Scuola Statale per l’Infanzia “Giovanni Pascoli” di Borgomanero terranno laboratori in biblioteca, nella Casa della Fantasia, con i loro piccoli alunni. I laboratori saranno ispirati alle opere di Egidio Bonfante. Nei giorni 16 e 17 novembre i lavori realizzati verranno esposti nella Sala Candoglia e nella Casa della Fantasia, nell’orario di apertura della biblioteca “Achille Marazza”.
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