Spazio collettivo e spazio pubblico nella città industriale di Olivetti

22 e 23 maggio 2014

Villetta Casana, Ivrea

In occasione della IV Giornata Nazionale degli Archivi di Architettura l’Associazione Archivio Storico Olivetti e la Fondazione Adriano Olivetti
propongono l’iniziativa

Il tema dello spazio pubblico e la sua realizzazione è uno dei temi fondamentali per la cultura architettonica del Novecento. Declinato nel tempo a inseguire politiche, desideri e speranze che via via hanno caratterizzato la vita sociale italiana, questo tema è ritornato oggi al centro del dibattito che riguarda la città contemporanea e le sfide poste dal futuro.

L’itinerario espositivo presenta una selezione di documenti, disegni di progetto, documentari d’epoca e affronta una questione fondamentale: come le città industriali, come Ivrea, hanno visto declinare il tema dello spazio pubblico nella loro storia. Una domanda certo non banale, a cui la città di Olivetti e della Olivetti hanno offerto nel tempo risposte ed esiti non scontati e spesso determinanti anche per il contesto nazionale, oltre che essere veicolo di discussione e di scambio con altre culture industriali e architettoniche a loro coeve.

La città industriale legata ai ritmi del lavoro conosce a Ivrea una prima declinazione felice degli spazi della vita collettiva, in cui il mondo della fabbrica celebra i suoi rituali determinati dalla stessa socialità della fabbrica (il dopolavoro e il tempo libero assumono spesso a Ivrea forme organizzate dalla stessa fabbrica e agevolate dell’azione del Movimento Comunità).

A partire dal secondo dopoguerra, la costruzione dei quartieri operai, in cui i programmi della fabbrica si intrecciano a quelli dei grandi programmi nazionali di costruzione (piano INA-Casa, Gescal, Iacp) apre anche nella piccola città di Olivetti la questione della norma dello spazio pubblico, che da spazio legato alle politiche del lavoro, diventa per la prima volta spazio in cui desideri e bisogni sono caratterizzati da una mediazione che nasce fuori dai confini eporediesi, pur alimentandosi di una cultura architettonica e industriale innovativa come quella di Olivetti.

I lavori del GTCUC (Gruppo Tecnico di Coordinamento Urbano del Canavese) e i progetti di Ludovico Quaroni per il ponte sulla Dora rappresentano l’esperienza più evidente di come per la prima volta ad Ivrea, lo spazio pubblico venga inteso come uno spazio non necessariamente frutto del felice connubio tra la fabbrica e il suo territorio, ed aperto alla sperimentazione di nuove tipologie architettoniche: il ponte sulla Dora è una struttura abitabile.

Dopo la morte di Adriano, le politiche industriali che portano alla creazione dello stabilimento di Scarmagno segnano una rottura con il periodo precedente, evidente nello spazio della città e del territorio: nuovi flussi investono il Canavese, portando con sé nuovi desideri e nuove sperimentazioni, e un nuovo modo di vivere la città industriale e di conseguenza, di percepire lo spazio pubblico.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Archivio Storico Olivetti e dalla Fondazione Adriano Olivetti, con la cura scientifica di Patrizia Bonifazio e con la collaborazione dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa

Scarica il comunicato stampa dell’iniziativa

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