Millesimo di millimetro. I segni del codice visivo Olivetti 1908-1978

24 settembre 2014

Biblioteca civica Centrale – Via della Cittadella, 5 – Torino

Presentazione del libro

Millesimo di millimetro.
I segni del codice visivo Olivetti 1908-1978

di Caterina Cristina Fiorentino

L’Associazione Archivio Storico Olivetti vi inviata alla presentazione del libro di Caterina Cristina Fiorentino dal titolo “Millesimo di millimetro. I segni del codice visivo Olivetti 1908-1978”, edito da Il Mulino per la Collana di Studi e Ricerche dell’Associazione Archivio Storico Olivetti.
Riprendendo il titolo di un documentario prodotto nel 1949 dalla Olivetti, Caterina Cristina Fiorentino esplora la storia dell’azienda di Ivrea, raccontandone i prodotti, la ricerca, la capacità d’innovazione e la cultura. Attraverso la lettura dell’attività pubblicitaria e di promozione culturale, emerge quella storia fatta di lavoro, arte e produzione, che ha reso la Olivetti una delle imprese più importanti nello sviluppo economico italiano del Novecento. Il vasto repertorio visivo analizzato, realizzato da grafici, designer, pittori e scultori e i contenuti letterari consultati parlano di lavoro manuale, di tecnica e di cicli produttivi e mostrano come il codice visivo adottato si avvalga di segni ricorrenti figure femminili, mani, parti meccaniche, elementi naturali e alfabeti che hanno reso la comunicazione pubblicitaria efficace, innovativa e spesso indipendente dal prodotto.
Il volume, frutto di una ricerca svolta presso l’Associazione Archivio Storico Olivetti, fa emergere con forza il fondamento etico e ragionato dell’interazione tra uomo, tecnologia e territorio e la convinzione della responsabilità dell’industria quale parte integrante, costitutiva e costruttiva, della società, senso profondo dell’opera e della volontà di Adriano Olivetti.
La Collana di Studi e Ricerche dell’Associazione Archivio Storico Olivetti raccoglie i risultati dell’attività culturale promossa dall’Archivio e condotta con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Il volume ha ricevuto il contributo, come pubblicazione di alto valore culturale, dalla Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore del Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Dalla quarta di copertina:
Il volume, frutto di ricerche condotte presso l’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea che ha curato anche l’edizione, esamina gli elaborati della grafica olivettiana come episodi di una narrazione unitaria in cui è protagonista la vita di fabbrica. Al repertorio visivo – realizzato da grafici, designer, pittori e scultori – si aggiungono forme e contenuti che provengono dai letterati e dagli intellettuali di fabbrica. Quindi, parole e immagini per raccontare come i temi del lavoro manuale, della tecnica e della produzione, si traducono in un codice visivo, in cui la presenza di segni ricorrenti – figure femminili, mani, parti meccaniche, elementi naturali e alfabeti – rende la comunicazione pubblicitaria indipendente, anche se non autonoma, dal prodotto per ribadire il pensiero etico e ragionato dell’integralità tra uomo, tecnologia e territorio; in sintesi, per confermare la responsabilità dell’industria quale valore costitutivo e costruttivo della società, come chiaramente espresso dai testi e dalle azioni di Adriano Olivetti.
Il volume parte dal racconto di come l’esperienza di fabbrica sia diventata patrimonio culturale comune, attraverso l’opera degli intellettuali olivettiani, per procedere con quattro storie di disegno industriale che sono la premessa alla decodifica dei segni delle espressioni visive della Olivetti.
L’ultimo capitolo è dedicato al senso della storia. In questa linea interpretativa “la rosa nel calamaio” è il manifesto che meglio di tutti gli atri, racconta del ruolo culturale della Olivetti, perché questa immagine amplifica e sostiene le intenzioni e i ragionamenti degli intellettuali quotidianamente impegnati nelle azioni di progresso comunitario. A ciò si aggiungono la prefazione di Giuseppe Lupo, la postfazione di Eugenio Pacchioli e il prezioso corredo iconografico dell’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea.

Caterina C. Fiorentino, architetto, ricercatore in disegno industriale presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi Vanvitelli della SUN. È autrice, tra l’altro, di: “Storia di una firma: carattere Olivetti” (“I+DISEÑO”, 2009), “Sulle tracce di Valentine” (“Linea Grafica”, 2003), “I Libri Rossi della Olivetti” (“Linea Grafica”, 2002, con D. Piscitelli), “Olivetti’s Snapshots” (in S.A.V.E. Heritage, IX Forum Internazionale di Studi, Le Vie dei Mercanti, a cura di C. Gambardella, Napoli 2011).

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