26 Gennaio 2012

UNA VITA da Ricordi della casa dei morti

3 minuti di lettura
Articolo di Associazione Archivio Storico Olivetti

26-27 gennaio 2012

Auditorium del Centro culturale La Serra - Ivrea
Gli Assessorati alla Cultura ed ai Sistemi Educativi della Città di Ivrea in occasione del Giorno della Memoria 2012 propongono UNA VITA resa scenica del testo Ricordi della casa dei morti di Luciana Nissim Momigliano a cura di Pamela Guglielmetti In collaborazione con Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (sezione di Ivrea e Basso Canavese) Associazione Archivio Storico Olivetti Società Cooperativa Rosse Torri Luciana Nissim è conosciuta come una delle più importanti esponenti della psicanalisi italiana, alla quale si dedicherà dal 1959 fino alla morte, e come tutte le persone che hanno compiuto qualcosa di significativo, qualcosa che non può essere dimenticato, non ha potuto scegliere se abbandonare un passato oscuro che ne ha fortemente condizionato l'esistenza. Nel 1946 viene pubblicato dall'editore Ramella "Donne contro il mostro", uno scritto che comprende due delle prime testimonianze sulla drammatica esperienza nei lager nazisti: "Venti mesi ad Oswiecim" di Pelagia LewinsKa e "Ricordi della casa dei morti" di Luciana Nissim. Luciana fu tra le circa 600 persone che il 22 febbraio del 1944 partirono, scortate in treno da S.S. tedesche, dal campo di Fossoli (Modena) con direzione Auschwitz. Fu invece tra i pochi "non morti" a rientrare in Italia nel 1945. Scampata la tragedia, per una parte della sua esistenza Luciana si occuperà di pediatria, considerandolo un suo modo per riparare alla morte dei tanti bambini uccisi nei campi di sterminio. Nel novembre 1946 sposerà Franco Momigliano, celebre economista (allievo di Einaudi) che ricoprirà il ruolo di Responsabile delle Relazioni Interne di quella grande impresa che fu l'Olivetti, fino alla metà degli anni '50. Anche all'interno di quella che sarà l'esperienza olivettiana, Luciana offrirà la sua professionalità dedicandosi ai bambini, istituendo e dirigendo, con Adriano Olivetti, l'asilo pensato per tutte le donne che oltre ad essere lavoratrici nella grande azienda, erano prima di tutto madri. Troppe erano state le donne che Luciana aveva visto consumarsi e struggersi durante la prigionia, donne che erano state private dei propri figli o li avevano visti morire. La sua testimonianza, che è una rielaborazione della relazione scritta fra l'ottobre e il dicembre 1945 e depositata nell'archivio del Centro bibliografico dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, verrà ripubblicata autonomamente soltanto nel 2007. La resa scenica di questi scritti, è un viaggio che inizia sul vagone di un treno, attraversa la perdita della libertà, dell' individualità, dell' indipendenza, della dignità, dell' umanità, del coraggio, e si conclude con una velata luce di speranza. La speranza di chi, scampata la tragedia, torna ad abbracciare la vita e la libertà, spinta da una grande e nobile convinzione: "Non si esce da un'esperienza come questa, senza il retaggio di precisi doveri verso se stessi e verso gli altri". Un omaggio, quindi, ad una donna che ha saputo fare della propria sofferenza e del proprio vissuto, un magnifico strumento per alleviare la sofferenza altrui, e che forse deve la sua grandezza proprio all'evento che ha cambiato e stravolto la sua esistenza. Ideazione e allestimento: Pamela Guglielmetti Regia e interpretazione: Pamela Guglielmetti Elaborazione immagini e suoni a cura di Gualtiero Palermo Pamela Guglielmetti è attrice, coreografa, regista, danzatrice, nonché esperta di moda e di costume teatrale. Diplomata presso la Fondazione Teatro Nuovo per la Danza nel 1999 si qualifica a livello professionale. Lavora presso compagnie come danzatrice ed insegna per anni nelle scuole di ballo. Sempre al Teatro Nuovo inizia a studiare canto e recitazione proseguendo poi la sua formazione al Mulino d'Amleto di Montalto Dora e in stage e seminari di perfezionamento tenuti da attori, registi e casting director professionisti. Partecipa come attrice a numerosi spettacoli e all'edizione 2005 del Festival Teatro Donna di Porto Venere lavorando con Daniela Fazzolari e Vincenzo Crivello. Dal 2004 al 2006 lavora come coreografa, attrice e danzatrice, negli spettacoli proposti dalla rassegna internazionale di Teatro e Scienza diretta dalla matematica torinese Maria Rosa Menzio. Dal 2008 collabora con il centro diurno Filigrana del Consorzio Servizi Sociali IN.RE.TE. gestito dalla Cooperativa Pollicino. Nel settembre 2008 interpreta con Oliviero Corbetta i testi presentati all’Auditorium Mozart di Ivrea, in occasione dell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale. Attualmente nel suo lavoro teatrale sfrutta le varie esperienze approfondite nel corso degli anni, unendo diverse tipologie espressive e spaziando dalla performance allo spettacolo. Adattatrice di testi e scrittrice, è oggi impegnata in allestimenti di spettacoli che rientrano in un genere propriamente considerato di "sensibilizzazione e informazione". Salva
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